{"id":1575,"date":"2011-03-09T13:27:03","date_gmt":"2011-03-09T13:27:03","guid":{"rendered":"http:\/\/benvenutaitalia.agortech.com\/larte-mai-nata\/"},"modified":"2022-02-01T20:20:57","modified_gmt":"2022-02-01T20:20:57","slug":"larte-mai-nata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.benvenutaitalia.com\/it\/1575-larte-mai-nata\/","title":{"rendered":"L&#039;arte mai nata"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il 1886 avrebbe dovuto essere un anno di svolta; \u00e8 la data della fine dell\u2019Impressionismo, Movimento nato vent\u2019anni prima; ma questa svolta tanto decantata da storici e critici dell\u2019arte non esiste, n\u00e9 mai \u00e8 esistita. Non si fa altro che ripercorrere infinite volte gli stessi binari, sbagliati da sempre; perch\u00e9 si scelgono e si cambiano le tecniche al fine della rappresentazione, ma non si crea mai.<br \/>\nDopo l\u2019Impressionismo, Seraut e Signac, con pennellate puntiformi non fanno altro che continuare a \u201cdipingere\u201d, a manifestare, a dare immagine ad altro, come \u00e8 sempre stato; che quell\u2019\u201caltro\u201d fosse nella mente o al di fuori d\u2019essa; ecco, \u00e8 proprio il rapporto che lega il presunto atto artistico a ci\u00f2 che si produce, il momento dell\u2019azione umana che ha sempre nuotato annaspando nelle fangose acque dell\u2019ovviet\u00e0 pi\u00f9 noiosa, e ormai vi affoga; \u00e8 stato sempre, e continua ad essere, una ridicola corsa d\u2019energumeni, allenati da incoscienti, nella danarosa pista della banalit\u00e0 pi\u00f9 fastidiosa, della ripetitivit\u00e0 pi\u00f9 disarmante, dell\u2019insensatezza totale. Non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 di questa zanzara infetta e pericolosa che ci ronza negli orecchi e ci punge continuamente. Di questa furba, ma non intelligente seppia, che spruzza il suo viscido nero negli occhi, riuscendo a rendere ciechi. La presunta arte, quindi, \u00e8 ormai ridotta a sollazzarsi tra sordi rumori, pruriginose punture e sputi annebbianti. Tutto ci\u00f2 \u00e8 volgare? Magari lo fosse! \u00c8 semplicemente l\u2019abito pi\u00f9 lussuoso che ha scelto d\u2019indossare la finzione. Peccato per lei che sia fatto di carta bagnata.<br \/>\nCambia qualcosa nel susseguirsi dei decenni?<br \/>\nC\u00e9zanne ci presenta i suoi \u201cintarsi\u201d a toni bassi; ma i puzzle gi\u00e0 esistevano. Gauguin continua la litania, anche se utilizzando colori piatti e rinchiudendo con forti contorni le figure; forse per paura che scappassero? Mi chiedo ancora dove sia la Creazione nel propinare recinti che rinchiudono vivaci cromatismi, trattandoli come pecore.<br \/>\nVan Gogh, per manifestare attraverso una gestualit\u00e0 materica che ricorre a punti e tratti, non fa altro che seguire le stesse vecchie orme di coloro che vedono o immaginano qualcosa e usano i mezzi che hanno, colori, tele, e tutto il necessario, per raffigurarla. E allora? La storia non cambia. Ci si serve di una tecnica per rendere in forma ci\u00f2 che si vede davanti a se, o \u00e8 nel pensiero.<br \/>\nE non troviamo l\u2019Arte neppure nell\u2019ingenua figurazione di Henry Rosseau o nel disegno caricaturale di Henry de Toulouse-Lautrec.<br \/>\nE arriva Vittore Grubicy de Dragon, patron di quel gruppo che con Segantini, Previati, Morbelli e Pellizza da Volpedo, sfilacci\u00f2 la quotidianit\u00e0 tra raccolte di patate, maternit\u00e0, stalle, ricoveri per anziani e masse di lavoratori; quindi nient\u2019altro che una ripetizione, il pointillisme, che gi\u00e0 s\u2019era limitato a spiegare e ricostruire ci\u00f2 che si vede, ma non creando. Si continuano a proporre oggetti, mettendoli su una superficie che possa sorreggerli; cos\u2019altro se non questo?<br \/>\nE anche nella Mitteleuropa la storia continua noiosa con le \u201csecessioni\u201d; sicuramente furono tali, ma non nel volersi distinguere da tutti coloro che non schiudono lo scrigno contenente il potere che porta alla Creazione. Allora Klimt passeggia tenendo per mano Vienna, e inondandola d\u2019oro, cesella con minuziose decorazioni prolificanti su una femminilit\u00e0 che s\u2019abbandona alla sintesi delle fisionomie.<br \/>\nGiungono, poi, le cosiddette \u201cavanguardie\u201d del Novecento. Mai definizione fu pi\u00f9 fuori luogo; si vuole, infatti, fare riferimento ad un ardito \u201cporsi in avanti\u201d; ma l\u2019unico \u201cporsi in avanti\u201d che avrebbero fatto bene a compiere, sarebbe stato quello dal bordo di un precipizio infinitamente profondo nel quale scaraventarsi per liberare la scena da tanta insopportabile presunzione d\u2019Arte!<br \/>\nSi parla, infatti, di \u201cmetodi\u201d, ossia quelli che ritengo nient\u2019altro che presunte miniere di diamanti.<br \/>\nPerch\u00e9?<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 Arte se il metodo non crea struttura costituita da sistemi di significanti assoluti immersi, logicamente e materialmente, nell\u2019incantevole realt\u00e0 pluridimensionale del Tutto, e i quali, tenendo per le redini tutti i significati in essi transustanziati, si collochino, quindi, al di l\u00e0 di qualsiasi diretta e univoca decifrazione alfabetica basata sull\u2019uguaglianza di significazione dell\u2019oggetto e del suo \u201crappresentante formale\u201d; poich\u00e9 ci\u00f2 che avviene, allorch\u00e9 l\u2019Arte s\u2019erge asfissiante d\u2019intenzioni di senso, \u00e8 una transustanziazione dell\u2019oggetto stesso. \u00c8 cos\u00ec che il fruitore vive l\u2019immersione nella dimensione transustanziata nell\u2019Opera d\u2019Arte insieme agli altri elementi ed eventi da me teorizzati con l\u2019Espansionismo, essendo l\u2019Opera d\u2019Arte stessa in grado di servirsi attivamente della sua mente. \u00c8 soltanto cos\u00ec che si ottiene, per \u201cmeccanismo assoluto\u201d, unificazione tra fruitore e Opera d\u2019Arte. Soltanto tale unificazione pu\u00f2 scatenare l\u2019atemporale dimenarsi del Tutto in preda alle irrefrenabili \u201cLeggi\u201d, passioni logico-materiche della sua stessa anima, per \u201cpossibilit\u00e0 necessaria\u201d, assetata di s\u00e9. \u00c8 solo allora che ci si pu\u00f2 abbeverare alla fonte straripante d\u2019infiniti alfabeti trans-linguistici.<br \/>\nMa torniamo alla storia.<br \/>\nFrancia, Germania e Austria accolgono l\u2019Espressionismo; i suoi giochi rappresentativi si serviranno di primitivismo, forza del colore, tratti figurativi percorsi da estreme esasperazioni formali e senso simbolico e panteistico nel concepire la natura; si fa arte per esprimere i sentimenti. Ma l\u2019Arte non \u00e8 espressione d&#8217;alcunch\u00e9!<br \/>\nIl Cubismo ostenta simultaneit\u00e0. Non la ottiene. L\u2019occhio si muove tra presente, passato e futuro sulla superficie di quadri e sculture. Vede, poi rivede ancora, si muove, si fissa su un altro elemento, per poi magari ritornare al gi\u00e0 osservato. La simultaneit\u00e0, tanto spavaldamente dichiarata, non \u00e8 mai ottenuta, rimanendo, pertanto, al livello infimo d\u2019una ridicola presunzione.<br \/>\nFuturismo, \u00e8 il dinamismo che fa la prima donna. Ma come anche nel caso di tutto il resto delle produzioni \u201cartistiche\u201d, tutto ci\u00f2 che viene realizzato s\u2019inserisce perfettamente nella mai inosservata norma: \u00e8 sempre un riportare forme su supporti, o anche un presentare oggetti veri e propri, essendo, sia le prime che i secondi, di qualsiasi genere di derivazione. Nell\u2019intera storia dell\u2019Uomo, si \u00e8 sempre presentata l\u2019immagine di qualcosa, o la cosa stessa. Anche se su presupposti differenti, ci\u00f2 fanno tutti gli \u201cartisti\u201d a quel Movimento precedenti o ad esso successivi e appartenenti ad altre \u201cpoetiche\u201d: Astrattismo, Suprematismo, Neoplasticismo, Metafisica, Dadaismo, Surrealismo, Espressionismo Astratto, Informale, Spazialismo, New Dada, Nouveau Realisme e Pop Art; tutte le Neoavanguardie degli anni sessanta e settanta, nonch\u00e9 le poetiche postmoderne degli anni ottanta e novanta, fino ai giorni nostri; non ci si discosta dal ripercorrere l\u2019imbalsamante azione di sempre, tale poich\u00e9, in tutti i tempi, ha ucciso il \u201cmai nato\u201d; oggi \u00e8 l\u2019Espansionismo a disfarsi definitivamente di quella, facendo nascere l\u2019Arte.<br \/>\nCi si \u00e8 sempre \u201cispirati\u201d al gi\u00e0 fatto; ma le impronte sono sempre lasciate da chi ha gi\u00e0 percorso un sentiero; raccogliere \u00e8 l\u2019alibi di chi, con consapevolezza d\u2019incapacit\u00e0, si giustifica a priori. E ci si accorge come per l\u2019ennesima volta non si fa altro che raccogliere per non creare mai! Il raccolto \u00e8 sempre successivo alla semina. E il seme, seppur gi\u00e0 infecondo, non pu\u00f2 essere raccolto due volte! Ecco l\u2019idiozia della ripetizione. \u00c8 il ripetere, il trucco del potere. Perch\u00e9 la Creazione \u00e8 cambiamento. Le cattedre cadrebbero! E le universit\u00e0 si riempirebbero del nuovo. Ecco il pericolo che viene scongiurato. Ecco il pericolo che dobbiamo scatenare! \u00abI vecchi paradigmi della scienza vengono cancellati solo quando i professori che li hanno proposti e che su questi hanno costruito le loro carriere scientifiche e didattiche e le loro fortune, sono morti\u00bb; cos\u00ec si pronunci\u00f2 Max Plank, premio Nobel per la Fisica. E pensate che tale asserzione non sia estensibile anche al mondo della \u201ccultura\u201d?<br \/>\nL\u2019Arte \u00e8 immortale perch\u00e9, se Arte, \u00e8 l\u2019eclettica Forza Logica del Tutto che si transustanzia non smettendo d\u2019essere se stessa, e ci dice Il Perch\u00e9. Emerge nello Sfavillante Istante; si fa accarezzare dal vento dell\u2019Atemporalit\u00e0; s\u2019illumina di Materia.<br \/>\nTutti hanno sempre detto di fare un\u2019arte basata su qualcosa; gli spazialisti, per esempio, affermano di produrre nuove forme d\u2019arte basate sui concetti dello spazio; ma che senso ha che l\u2019arte sia \u201cbasata\u201d!? Quindi, \u00e8 come un dire che c\u2019\u00e8 un qualcosa di esterno all\u2019arte stessa, che conferisce all\u2019arte una \u201cbase\u201d; ma se l\u2019arte ha bisogno di un elemento esterno a s\u00e9 che le dia una \u201cbase\u201d, vuol dire che non \u00e8 bastevole a s\u00e9 stessa, e quindi non \u00e8 Arte! L\u2019Arte \u00e8 l\u2019Eccelso Organismo, e le \u201cLeggi\u201d non potrebbero mai avere qualcosa di esterno a se stesse che le \u201cbasi\u201d, altrimenti non sarebbero le \u201cLeggi\u201d, e il Tutto cesserebbe d\u2019esistere; le \u201cLeggi\u201d si transustanziano divenendo la dimensione, divenendo Arte. Ci\u00f2 implica che le \u201cLeggi\u201d nella loro totalit\u00e0, unitamente ad altri \u201celementi\u201d, come teorizzo, diventino Arte, non lasciando niente al di fuori; ecco perch\u00e9 penso che l\u2019affermare di trasmettere nuove forme d&#8217;arte basate sui concetti dello spazio, sia un affermare la non affermazione, e quindi l\u2019assenza di senso, priva, tuttavia, di qualsiasi possibile insensatezza. Che vuoto immane!<br \/>\n\u00abIl gesto che spacca la sfera\u00bb, afferma Argan, \u00abmette in comunicazione lo spazio esterno con l&#8217;interno, il gesto che fende la tela ristabilisce la continuit\u00e0 tra lo spazio al di qua e al di l\u00e0 del piano\u00bb; mai definizione ha contenuto in se stessa maggiore imbarazzante dichiarazione d\u2019inutile banalit\u00e0; infatti, la cosa pi\u00f9 buffa \u00e8 che al celebre Argan sia bastato descrivere l\u2019ovviet\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8, per demolire involontariamente ci\u00f2 che ha descritto. Gi\u00e0 il buco della serratura aveva messo in comunicazione spazio esterno e interno! E gi\u00e0 da miliardi di anni l\u2019entrata delle caverne ristabilisce la continuit\u00e0 tra lo spazio al di qua e al di l\u00e0 del piano!<br \/>\nLo spazialismo afferma d\u2019esprimere forme, colore e suono attraverso gli spazi; ma mi chiedo: \u00e8 mai esistita qualcosa creata dall\u2019Uomo che non sia assimilabile a quella modalit\u00e0 espressiva?<br \/>\nL\u2019arte, in generale, ha sempre sviluppato alcune premesse; \u00e8 palese, quindi, come si sceglie di agire in un ambito, ossia quello \u201cartistico\u201d, non attingendo dal pozzo della conoscenza, ma da quello del conosciuto.<br \/>\nL\u2019avere \u201cesigenze espressive\u201d, vuol dire cercare l\u2019espressione attraverso un mezzo; l\u2019Arte \u00e8 transustanziazione, e quindi non contempla alcun \u201ctramite\u201d per sbocciare, ma si configura come Eccelso Organismo che non si serve d\u2019alcun mezzo. Ponendo attenzione al mezzo, si sottintende un contenuto da esprimere; ancora una volta \u00e8 espressione! \u00c8 manifestazione d\u2019\u201caltro\u201d dall\u2019Oggetto Artistico in s\u00e9, altrimenti non si porrebbe attenzione al mezzo, poich\u00e9 non lo si considererebbe definibile come tramite di un\u2019istanza di pensiero o d\u2019altro genere.<br \/>\nMa gli artisti dello Spazialismo sono affascinati soprattutto da concetti quali energia, forze e correnti; c\u2019\u00e8, quindi, attenzione posta al mezzo da gestire per creare l\u2019opera nell\u2019intento di usare i \u201ctraguardi storici dell\u2019epoca\u201d come fossero colori e pennelli, quindi superandone presupposto, collocazione e sviluppo, e proiettandone, invece, i riferimenti, in un ambito artigianale: i traguardi storici dell\u2019epoca sono gli oggetti della presunta creazione! Quindi si scelgono in questo mondo i mezzi per creare l\u2019opera, e i mezzi vengono prima dell\u2019opera! E allora l\u2019opera \u00e8 un preconcetto! \u00c8 un pregiudizio! Li precede nella mente di colui che vuole realizzarla! \u00c8 prevista! Tutt\u2019altro \u00e8 l\u2019Espansionismo che, invece, non presume alcunch\u00e9, ma vive dell\u2019Eccelso Organismo.<br \/>\nTuttavia, prendere di mira soltanto lo Spazialismo, sarebbe riduttivo; tutti sono venditori dello stesso diamante di vetro; nient\u2019altro che prezzata inconsistenza dalle variegate opache sfaccettature; tutto costa, ma niente Vale.<br \/>\nL\u2019Arte \u00e8 tutt\u2019altro.<br \/>\nArte \u00e8 l\u2019universalizzata emissione d\u2019echi di spirito e corpo lanciati nell\u2019istante, momenti logici e formali della pi\u00f9 ardua complessit\u00e0, percorsi da vene irroranti anima e sangue, e agenti in una dialettica insuperabile che ipostatizza il Valore attraverso i volumi, le linee, le articolazioni di sagome ch\u2019esauriscono ogni ambizione di senso. Assumendo il Manifesto dell\u2019Espansionismo come codice universale e assoluto della Creazione e della comunicazione atemporale, m\u2019insinuo, eludendo i guardiani dell\u2019orizzonte del Non-evidente, negli imperscrutabili meandri del Tutto e l\u2019illumino, percorrendoli. Attraverso l\u2019abbandono d\u2019ogni esasperata finitezza formale, schiudo all\u2019Umanit\u00e0 la reggia dell\u2019ignoto, una dimensione in cui significato e significante dialogano ragionevolmente d\u2019irrazionale, d\u2019inesprimibile, lanciando risposte tuonanti. Presagio d\u2019eterno, d\u2019onnipotenza e d\u2019onniscienza, \u00e8 la bioelettronica che, schiantata sulla Croce di raggi d\u2019informazioni generanti la Forma, s\u2019appiattisce sui suoi bracci, e non la domina, l\u2019accoglie. \u00c8 il trionfo del sacro attraverso la profanazione dell\u2019informe. Il brivido dell\u2019illuminazione l\u2019ha ispirata all\u2019immanenza. Il soffio della trascendenza l\u2019anima all\u2019elevazione.<br \/>\nCon veemente Amore, \u00e8 il momento di cogliere l\u2019intima essenza d\u2019un momento profondamente umano, sollecitandola ad emergere in gesti gi\u00e0 rituali, poich\u00e9 da tempo immemorabile radicati nella direzione della sinfonia cosmica, e non solo: \u00e8 l\u2019Opera d\u2019Arte, ch\u2019evoca il balenare d\u2019argentei riflessi che nella tumultuosa lotta si dissolvono al sopraggiungere di spumosi nuvoloni insanguinati oscuranti il luccichio aureo d\u2019onde che hanno dato la vita e ora, nel dolore, la donano perdendola. Transustanzio, con ferocia formale, la crudezza della necessit\u00e0 del dover divorare il tempo, per esistere; violenza nel perdere la Vita, un tempo inchinantesi al cospetto della necessit\u00e0; oggi, umiliante l\u2019intelletto umano.<br \/>\n\u00c8 la danza delle \u201cLeggi\u201d a dirigere il concretarsi della struttura stessa della Liquida Luce, sfavillante, preziosissima e immutabile seppur mutante, consacrata da un giubilante tripudio d\u2019armoniche sagome mosse con immobilit\u00e0 dal pulsante ritmo d\u2019un cuore; scelgo di condurne l\u2019Originaria esistenza, attraverso la dimensione dell\u2019immagine mentale, nel fervoroso dialogo dei sensi fluenti nella ventosa corrente della percettibile concretezza; pregevolissimo intento attuato nell\u2019immersione in quell\u2019ebbrezza vivificante le coscienze dei pochi eletti che, nel pathos della danza trascinante il corpo in un immobile movimento enfatico travolgente il tempo e lo spazio, scorgono, afferrandone l\u2019illuminazione infuocata, l\u2019ardente gesto del Non-evidente.<br \/>\nCon l\u2019Arte colgo l\u2019impalpabile, l\u2019impercettibile, l\u2019ineffabile, dando vita a un\u2019animata dialettica tra materia e antimateria spirituale, facendo coesistere le due entit\u00e0 attraverso una reciproca ed estatica contemplazione. L\u2019inesauribile forza plastica, l\u2019indomabile vigore logico, l\u2019inderogabile impulso etico, sottintesi alle mie Opere, sono il riflesso d\u2019un intento Totale, in grado d\u2019affermazioni decise e anche urlate, se necessario, ma che non dimentica la veemente spinta dell\u2019Allusione.<br \/>\nEd \u00e8 allora che il sipario si schiude.<br \/>\nIstantaneamente riflessi languidi rivelano, plasmandola, l\u2019emergere della scena.<br \/>\nVisibile e Invisibile s\u2019ergono, spavaldi e comprensibili, nel teatro dell\u2019Essere.<br \/>\nTumultuosi applausi accolgono la preziosa Creazione.<br \/>\n\u00c8 il trionfo: l\u2019Arte mai nata.<br \/>\nAll&#8217;Amore dell&#8217;odio del male, ci ispireremo nella nostra Opera finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a9 Copyright Marco Ambrosecchia \u2013 ALL RIGHTS RESERVED<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ti urla, ti abbraccia, ti eleva: e&#8217; l&#8217;Espansionismo, l&#8217;Arte mai nata<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1939,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[64,64,74,74],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.benvenutaitalia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1575"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.benvenutaitalia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.benvenutaitalia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.benvenutaitalia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.benvenutaitalia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1575"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.benvenutaitalia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1575\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1942,"href":"https:\/\/www.benvenutaitalia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1575\/revisions\/1942"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.benvenutaitalia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1939"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.benvenutaitalia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1575"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.benvenutaitalia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1575"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.benvenutaitalia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1575"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}