{"id":1611,"date":"2012-12-27T18:18:31","date_gmt":"2012-12-27T18:18:31","guid":{"rendered":"http:\/\/benvenutaitalia.agortech.com\/il-microchip-parla-italiano\/"},"modified":"2022-02-01T20:42:39","modified_gmt":"2022-02-01T20:42:39","slug":"il-microchip-parla-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.benvenutaitalia.com\/it\/1611-il-microchip-parla-italiano\/","title":{"rendered":"Il microchip parla italiano"},"content":{"rendered":"<p>Scienziato, genio e inventore. Senza dubbio sono queste tre anime che si sono fuse per guidare Federico Faggin, l&#8217;inventore del microprocessore, dalla sua prima giovinezza fino ai nostri giorni, cos\u00ec che l\u2019appellativo di \u201cpadre del microprocessore\u201d per quanto perfettamente appropriato, risulta paradossalmente riduttivo, se si pensa che stiamo parlando anche dell\u2019inventore della prima piattaforma computerizzata di integrazione voce-dati, nei primi anni \u201880, dell\u2019inventore del \u201ctouchpad\u201d, nel 1994, dello sviluppatore di sensori di immagine basati su reti neurali. Nato il 1\u00b0 dicembre 1941 a Vicenza, Faggin si \u00e8 laureato in Fisica con lode a Padova nel 1965, per trovare risposta a molte questioni fondamentali che si poneva. Nel 1966 l&#8217;azienda elettronica italiana per la quale lavora lo manda per il suo primo breve ma illuminante soggiorno nella Silicon Valley, in California, dove scopre che \u00abesisteva un posto al mondo dove la tecnologia avanzata, la voglia di fare e l\u2019intelligenza erano incoraggiate e facilitate\u00bb. Al suo rientro in Italia, nel 1967, viene assunto dalla SGS-Fairchild, industria di semiconduttori, e qui sviluppa il processo tecnologico Metal Oxide Semiconductor per la fabbricazione di dispositivi elettronici MOS. Si tratta di un avvio brillante che rende possibile un radicale cambiamento nella sua vita, grazie al legame di SGS-Fairchild con la casa madre americana: Federico Faggin si trasferisce per una esperienza di lavoro presso la sede di SGS-Fairchild a Palo Alto &#8211; di nuovo in California quindi &#8211; ma questa volta ben presto decide di stabilirsi. Gli Stati Uniti diventeranno cos\u00ec lo scenario di tutta la sua vita professionale. Proprio all\u2019interno di SGS-Fairchild sviluppa un processo fondamentale (e di lunghissima vita: viene ampiamente adoperato ancora oggi) per l\u2019elettronica integrata su silicio, la \u201csilicon gate technology\u201d, e dopo averlo utilizzato con successo per realizzare il primo circuito integrato basato su questa tecnologia, lascia senza pensarci due volte SGS-Fairchild per passare alla Intel, un nome che oggi non richiede commenti ma che allora muoveva appena i suoi primi passi. In Intel Federico Faggin viene chiamato nell\u2019aprile 1970 per sviluppare e implementare su silicio un set di chip (ovvero \u201ccircuiti integrati\u201d) della \u201cfamiglia 4000\u201d, destinati alla produzione di calcolatrici da tavolo. Nasce cos\u00ec il primo microprocessore della storia, l\u2019Intel 4004. Ed \u00e8 cos\u00ec che, meno che trentenne, Faggin diventa un imprenditore di successo della Silicon Valley, fondando diverse societ\u00e0 hi-tech di punta, quali la Zilog e la Synaptics. Si deve proprio a quest\u2019ultima la realizzazione del touch pad, lo schermo sensibile al tatto presente su tutti gli smartphone e i tablet pc in circolazione. Nel corso della sua lunga attivit\u00e0 imprenditoriale Faggin ha ottenuto venticinque brevetti, cinque lauree honoris causa e una ventina di prestigiosi riconoscimenti, ultimo dei quali la National Medal of Technology and Innovation, consegnatagli nel 2010 dal Presidente Obama. Federico Faggin nel corso della sua vita ha saputo ripetutamente andare oltre la conquista &#8211; pur straordinaria &#8211; del momento, per affrontare nuove sfide che significavano invariabilmente passare ad un\u2019altra azienda o fondarne una nuova, trovare nuovi collaboratori o giovani talenti da supportare, impegnarsi in contesti tecnologici e scientifici\u00a0 fino ad allora anche per lui pressoch\u00e9 sconosciuti. La scienziata premio Nobel Rita Levi Montalcini ha dichiarato: \u00abC\u2019\u00e8 un altro italiano che avrebbe meritato, forse pi\u00f9 di me, il premio Nobel:\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00e8 Federico Faggin\u00bb. Il fisico vicentino, da 44 anni negli Stati Uniti, \u00e8 rimasto sempre profondamente legato alla sua madre patria. Di recente \u00e8 stato ospite in Italia del Presidente del Senato della Repubblica, Renato Schifani, presso Palazzo Giustiniani, in Sala Zuccari, in occasione della presentazione del volume sulla sua biografia, la cui prefazione \u00e8 a firma di Rita Levi Montalcini e la postfazione \u00e8 a cura di Patrizia Livreri. Alla cerimonia\u00a0era presente il Ministro dell\u2019Istruzione dell\u2019Universit\u00e0 e\u00a0della Ricerca Francesco Profumo, che a Faggin ha riservato un\u2019accoglienza da grande scienziato ricevendolo la sera prima presso la sede del Ministero. Nella sua permanenza a Roma, Faggin \u00e8 stato ricevuto anche dal Ministro Corrado Passera:\u00a0un incontro che ha visto il Ministro e lo scienziato vicentino trattare i temi dello sviluppo della ricerca nelle universit\u00e0 italiane, e pi\u00f9 in generale dell&#8217;evoluzione dell\u2019innovation technology e del contributo che i tanti scienziati italiani sparsi per il mondo possono dare alla nostra nazione. Oggi Faggin \u00e8 impegnato sul fronte delle interfacce uomo-macchina, entit\u00e0 elettro-bio-meccaniche che, ricevendo degli \u201cstimoli sensoriali\u201d imprevedibili dall\u2019esterno, possono sintetizzare comportamenti autonomi in grado di \u201caffrontare la situazione\u201d e perseguire soluzioni in base a processi \u201cmentali\u201d basati su \u201ccreativit\u00e0\u201d\u00a0ed \u201cesperienza\u201d. Al suo incrollabile entusiasmo va certamente quindi il nostro augurio di buon lavoro!<br \/>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scienziato, genio e inventore. 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