Il Viaggio Continua

Il Viaggio Continua


“Cultura italiana: il viaggio continua”. Grandi pannelli luminosi, con i simboli della tradizione ma anche dell’innovazione italiana,                lo annunciano alle fermate dei bus della capitale americana. È lo slogan della campagna pubblicitaria in corso a Washington. Una nuova azione promozionale che fa seguito a quelle realizzate durante l’Anno della cultura: dagli spot sulla radio nazionale agli annunci su autobus e metro, dai cartelloni negli aeroporti americani a quelli nella stazione centrale della capitale. Nel 2013, abbiamo appunto proposto un viaggio. Un itinerario affascinante tra arte e cinema, musica e teatro, scienza e design, e molto altro. Un’avventura coinvolgente, articolata su 300 eventi, in più di 60 città americane. Il nostro messaggio è chiaro. Quel viaggio continua anche quest’anno. E ha un programma intenso, soprattutto in coincidenza con un appuntamento molto significativo:                     il semestre di presidenza italiana del Consiglio europeo, che inizierà il prossimo primo luglio. E in vista di un’altra manifestazione importante che avrà, ancora una volta, l’Italia come protagonista: l’Expo 2015 di Milano, dedicato al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.  L’Europa è il principale partner politico ed economico degli USA. L’Italia, Paese fondatore della UE, ha un ruolo cruciale nel favorire           il rafforzamento del legame transatlantico e svilupparne tutte le opportunità. Obiettivo ambizioso ma irrinunciabile è quello, ad esempio, della Partnership Transatlantica per il Commercio e gli Investimenti (in acronimo inglese: TTIP), la futura grande area di libero scambio tra UE e USA che porterà, come sostengono recenti studi,                un incremento sia del commercio che del prodotto interno lordo di entrambe le parti. Nonostante gli evidenti vantaggi, gli ostacoli non sono pochi. E ci sono resistenze sull’una e sull’altra sponda dell’Atlantico.           Ad esempio, molto delicato è il tema delle denominazioni d’origine controllata che gli europei, e gli italiani in particolare, chiedono siano tutelate anche in America. La ragione, ancora una volta, è culturale. È  un po’ come la difesa della biodiversità: proteggiamo le varie specie           di piante o di animali, così come pretendiamo di tutelare la ricchezza costituita dai tanti e diversi nostri prodotti. E questo ci riconduce al tema di Expo 2015, un tema locale e globale al tempo stesso. La cultura         del cibo è profondamente legata alla nostra storia e alla nostra identità.              I prodotti agroalimentari e i vini, simbolo stesso dei nostri territori,  sono frutto di sapienza artigianale e tradizioni antiche, ma anche d’innovazione e creatività, in grado di preservare il dna dei nostri sapori, garantendone la qualità e il rigoroso rispetto dei più moderni ed esigenti standard di produzione. Al tempo stesso, il cibo rappresenta una sfida globale: nutrire una popolazione mondiale che nel 2050 arriverà a                 9 miliardi di esseri umani. Siamo molto soddisfatti del fatto che il Presidente Obama, in occasione della sua recente visita a Roma il 27 marzo, abbia annunciato la partecipazione degli Stati Uniti all’Expo          di Milano. Gli USA sono un partner irrinunciabile su tutte le più importanti questioni planetarie. Cito questi aspetti, per sottolineare che il successo del 2013 ha confermato che la cultura, fondamentale strumento di diplomazia pubblica, è un veicolo di promozione dell’immagine italiana, di dialogo e di amicizia. Anche nell’interesse        del nostro sistema economico. E può continuare ad esserlo. Il fatto            che la rassegna sia stata finanziata all’80% con risorse private            dimostra che la cultura può offrire alle imprese un’efficace piattaforma di visibilità. Rappresenta non un costo, ma un investimento. Anche,        e forse soprattutto, in momenti di crisi. Approfondire l’amicizia tra  Italia e USA, valorizzare il nostro patrimonio culturale, promuovere l’eccellenza tecnologica italiana, favorire il turismo verso il nostro          Paese e la diffusione dell’italiano e del Made in Italy negli Stati         Uniti, stimolare ulteriori collaborazioni tra le istituzioni culturali. Questi sono gli obiettivi che ispirano la nostra azione. E molte fruttuose collaborazioni sono scaturite dalla rassegna 2013: accordi tra musei (per future mostre) e università (per scambi e doppie lauree), creazione di fondazioni destinate a diffondere l’arte e il talento italiani, progetti innovativi per portare antichi reperti romani che possano essere studiati, restaurati ed esposti da università e musei USA; un nuovo accordo quadro per la cooperazione spaziale tra NASA e Agenzia Spaziale Italiana (ASI); due imponenti sculture contemporanee            (la copertina dell’ultimo numero di “Benvenuta Italia”) nel cuore           di Manhattan come lascito permanente dell’Anno della cultura                e simbolo d’amicizia tra Italia e Stati Uniti. Il successo della rassegna 2013 ha anche confermato il valore del gioco di squadra e l’importanza di offrire al pubblico un canale privilegiato di informazione per tutti quelli, e sono molti, che amano e “frequentano” la cultura italiana. Da qui è nata l’idea di creare una vetrina unica in cui valorizzare gli eventi culturali proposti in tutto il territorio degli Stati Uniti. L’indirizzo internet             – ITALYinUS.org – è al tempo stesso una constatazione e un programma di lavoro. La constatazione è che c’è sempre almeno un po’ d’Italia nella vita degli americani. Nel loro album di famiglia. Nell’amore per l’arte,   la letteratura, la musica e il buon cibo. Nella scelta di un abito, di un’auto o di un oggetto di design. Nelle emozioni di un film o di un paesaggio.  Nel fitto reticolo di collaborazioni scientifiche e tecnologiche. Nell’importante rete di partenariati tra imprese. Lo ha spiegato bene      il Segretario di Stato John Kerry: «La cultura italiana si trova ovunque negli Stati Uniti. Non conosco nessuno che non danzi sulle sue note,    che non si diverta grazie ad essa, che non ne canti le canzoni, che non     la studi e non l’ammiri, che non la senta vicina a sé, e tutte le persone che conosco sognano di visitare l’Italia prima o poi». Il programma di lavoro è far conoscere ancora meglio l’Italia. L’Italia che è in tutti noi – italiani, americani, stranieri – come fonte d’ispirazione e stile di vita. L’Italia    che è già qui, sempre più presente, negli Stati Uniti. Il viaggio continua, dunque. Nell’attesa che i nostri amici americani vengano o tornino          a trovarci in Italia, vogliamo offrire loro tanta Italia qui. Tante nuove tappe. E un nuovo appassionante itinerario.

Appuntamenti

L’inaugurazione del semestre di presidenza italiana del Consiglio europeo è prevista, qui negli Stati Uniti, con un importante evento d’apertura nella capitale americana. Sotto i riflettori, un capolavoro di Tiziano: la bellissima Danae. Proveniente dal Museo di Capodimonte, l’opera sarà da luglio fino all’autunno alla National Gallery of Art di Washington, il prestigioso museo che l’anno scorso ha ospitato sia l’inaugurazione (con il Davide-Apollo di Michelangelo dal Museo del Bargello) che la chiusura (con il Galata Morente dai Musei Capitolini) dell’Anno della cultura italiana. Alla National Gallery, la Danae sarà in buona compagnia, con altri Tiziano a tema mitologico esposti dal museo americano (dalla Venere con lo specchio alla Venere e Adone) e con il ritratto di Ranuccio Farnese, fratello minore di Alessandro che appunto commissionò al Vecellio il sensuale quadro raffigurante la figlia del re di Argo, madre di Perseo. Questa splendida mostra sarà preceduta e seguita da molti appuntamenti. A Washington e in altre città. Ad esempio, la bella tournée del Regio di Torino (il direttore Gianandrea Nosesa, il coro, l’orchestra e i solisti): presenterà il Guglielmo Tell di Rossini a Chicago (3 dicembre), New York (7 dicembre) e Ann Arbour in Michigan (il 9 dicembre). Visto che di viaggio attraverso la cultura italiana si tratta, sono in programma una serie di iniziative proprio sul tema del viaggio. A cominciare dalla capitale. Ad esempio, un convegno organizzato con l’Istituto Italiano di Ricerca creato da Georgetown University proprio durante l’Anno della cultura allo scopo di far conoscere il talento italiano in tutti i campi dall’arte alla scienza. Prevista il 30 maggio, la conferenza affronterà il tema del viaggio nell’immaginario, attraverso cinema e letteratura. Tra gli oratori, il Premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa che presenterà il suo ultimo lavoro teatrale tratto dal Decameron, lo scrittore italiano Alessandro Baricco fondatore della scuola di scrittura creativa Holden e autore di romanzi di grandissimo successo, e il tre volte Premio Oscar Vittorio Storaro, straordinario direttore della fotografia per registi del calibro di Francis Ford Coppola o Bernardo Bertolucci. E poi ancora: mostre fotografiche, i manifesti storici dell’Enit, una serie di film (classici ma soprattutto contemporanei), sempre con un viaggio, quale motivo d’ispirazione o di racconto. Verranno celebrati i 450 anni di Galileo, il padre del metodo scientifico moderno, mentre si sta lavorando ad un convegno dedicato agli studi sul cervello. Lo spettacolo di Iaia Forte, attrice in “La Grande Bellezza”, sarà anche un omaggio al recente premio Oscar Paolo Sorrentino e al suo libro, presentato appunto in formato teatrale, “Hanno tutti ragione”. Tanti appuntamenti anche per la musica, tra cui, ad esempio, i Cameristi della Scala, straordinaria formazione dal teatro italiano più famoso nel mondo che proporrà le Quattro Stagioni di Vivaldi e quelle di Astor Piazzolla (è prevista una tournée in varie città USA). Fornire un quadro esaustivo del programma non è possibile. Meglio consultare il portale cultura ITALYinUS.org, interrogandolo per data, città o genere (si veda pezzo a pag. 09). Il sito verrà aggiornato e arricchito in continuazione. Qui, ci limitiamo quindi solo a qualche esempio e anticipazione. Dopo Washington, New York. Da segnalare, innanzitutto, una delle principali mostre sull’arte italiana programmate in questi mesi negli USA. Si tratta di “Italian Futurism, 1909-1944: Reconstructing the Universe” al Guggenheim fino al primo settembre. Una grande panoramica del movimento futurista dagli inizi fino al suo esaurimento alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Pittura, ma anche scultura, architettura, disegni, moda, ceramica, fotografia, pubblicità, teatro e ogni altra forma in cui la rivoluzionaria creatività futurista si esprimeva. Stessa interdisciplinarietà per l’antologica dedicata a Fortunato Depero, l’artista futurista, che amava fare incursioni in altri movimenti artistici, dal Dadaismo alla pittura metafisica. Anche in questo caso, non solo quadri e sculture, ma mobili, oggetti di design, costumi e scenografie e molto altro ancora: in esposizione fino al 28 giugno al CIMA, il Centro per l’Arte italiana moderna, appena creato a New York con l’obiettivo di organizzare mostre, ma anche favorire – con borse di studio – validi progetti di ricerca. Dedicata al movimento di Marinetti e Papini sarà anche “Gran Serata Futurista”, lo spettacolo teatro-danza di Massimiliano Finazzer Flory che, partendo da Washington, approderà nella Grande Mela e in varie altre città. Un salto indietro di 4 secoli, dal futurismo al manierismo. Sempre a New York, per poi far tappa alla Legion of Honor di San Francisco dal 26 luglio al 5 ottobre, non mancate “La Schiava Turca”, un bel ritratto del Parmigianino esposto nella raffinata e prestigiosa Frick Collection fino al 20 luglio. Il tema dell’Europa, soprattutto negli eventi dell’Istituto italiano di Cultura, sarà approfondito da molteplici punti di vista: da quello della scienza e della tecnologia (8 ottobre) a quello dell’identità europea anche tramite il teatro (24 settembre). Sopra New York, Boston. Caravaggio resterà al Museo di Belle Arti fino al 15 giugno. E poi sono previste una rassegna cinematografica all’Harvard Film Archive e un seminario (Salvemini Colloquium) sulla storia e la cultura italiane presso il Centro di Studi europei sempre di Harvard. Scendendo, arriviamo invece a Philadelphia. E qui, solo per citare qualche appuntamento: momenti musicali al Museo d’arte di Philadelphia (quello della scalinata di Rocky), un evento dedicato all’eredità di Guglielmo Marconi, un incontro con lo sceneggiatore della Grande Bellezza, un bellissimo convegno su “Mente e immaginazione”, un viaggio alle sorgenti della creatività umana. E ancora: presentazioni di libri, festival di cinema dedicato ai nuovi autori italiani, conferenze sull’opera e sulla musica barocca. Lo “Zibaldone” e i “Canti” di Leopardi sono tra gli argomenti proposti dal nostro Istituto di cultura a Chicago, che curerà anche un convegno sull’arte contemporanea in collaborazione con la prestigiosa scuola dell’Art Institute della città ventosa. E il nostro itinerario prosegue lungo la costa est: Miami. Diversi gli appuntamenti coordinati dall’Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane (ICE), come la partecipazione italiana al principale salone nautico statunitense, il “Fort Lauderdale International Boat Show”, in programma il 30 ottobre. E ancora, eventi dedicati al design, al cinema e alla promozione della lingua italiana. “Eco Building Meeting”, incontro tra imprese italiane e architetti statunitensi, dal 24 al 26 settembre; a ottobre, “M’ami Italian Film Festival” a Miami Beach; doppio appuntamento con il “Gran Fondo d’Italia” (ottobre – novembre) che propone in America la migliore tradizione nella realizzazione di autentici eventi ciclistici all’italiana. Due, inoltre, gli eventi organizzati dalla Dante Alighieri Society di Miami/Porto Rico: una serie di conferenze dal titolo “Italian Language in the World” dal 20 al 23 ottobre e la mostra “Exhibit of Antique Prints”, che offre un ritratto della nostra Italia attraverso l’esposizione di stampe antiche. Un salto sulla costa ovest. Solo per citare gli appuntamenti all’insegna dell’Europa previsti, dal 22 al 30 settembre, a San Francisco. Identità e cultura; città verdi: progetti comuni tra Europa e Bay Area; il soft power dell’Europa; i programmi per promuovere la nostra lingua: questi alcuni dei temi al centro degli eventi previsti da Consolato Generale e Istituto di Cultura. Sempre in California, ma a Los Angeles, troviamo un bellissimo programma dedicato – poteva essere diversamente? – al cinema, ma anche al design, all’arte, alla musica, all’architettura. Ancora una volta il viaggio. S’intitola, infatti, “Vico Magistretti: Archivio in Viaggio” la mostra dedicata al grande designer italiano dal 12 giugno fino al 31 luglio. L’Istituto di Los Angeles ha già realizzato una app “percorsi italiani”: guidati dal telefonino, per esplorare monumenti e musei attraverso la città e i suoi tesori italiani. Ad agosto presenterà una nuova proposta dedicata, stavolta, a Pasadena. La mostra “Beyond Environment” approfondirà, invece, il rapporto tra architettura “radicale” italiana e quella d’avanguardia americana. Appuntamento al “Los Angeles Contemporary Exhibitions” dal 4 settembre al 4 ottobre. La “Traviata” di Verdi sarà in scena alla Los Angeles Opera in apertura di stagione. Infine, venendo appunto, al cinema, sono in programma: il primo festival di cinema europeo (organizzato dal nostro Consolato con le rappresentanze degli altri partner UE), dal 19 al 21 settembre; la rassegna “Cinema Italian Style”, con il meglio del cinema italiano dell’anno in corso, appuntamento a novembre in vari teatri di Hollywood e Santa Monica; e, a dicembre, il Festival Mondiale del Cinema Sociale, edizione speciale a Los Angeles del festival che si tiene annualmente a Vico Equense, in Campania. Di tappe ce ne sono tante. Il viaggio può cominciare.

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